Per diversi mesi, da poco prima dell’uscita di Life is but a Dream per la precisione, abbiamo cercato di organizzare un’intervista con Matt ed è diventata realtà a dicembre 2023.
Abbiamo deciso di lasciar passare le feste ed i vari annunci programmati dalla band prima di rilasciarla, quale modo migliore per iniziare il 2024?
Ecco le quindici domande che abbiamo pensato per Matt su vari temi: dal nuovo disco ai progetti come Deathbats Club e Season Pass.
Gli A7X sono finalmente tornati! Com’è stato tornare sul palco dopo 5 anni (e una pandemia)?
Non venite in Europa da molto tempo e ci siete mancati molto… siete emozionati di tornare da queste parti la prossima estate? Cosa dovremmo aspettarci per il 2024/2025?
M.Shadows: Si, ero molto nervoso all’idea di tornare… praticamente mi spaventava l’idea di salire sul palco e cantare di nuovo. Non ero preoccupato per il disco o per la musica, ma solo di essere ancora capace di correre su e giù e cantare di fronte al pubblico. Credo che il primo show non sia stato grandioso ma era un primo passo di cui avevamo bisogno. Ho imparato molto da ciò e sono stato in grado di prepararmi meglio per il tour. Non vediamo l’ora di tornare in Europa e sono contento che possiate vederci live adesso che abbiamo diversi show alle spalle. Questo significa che sarà un’esperienza migliore per tutti voi. Dovreste aspettarvi quindi uno show che si concentra più su un messaggio ed un’emozione che un tipico show rock.
A giugno scorso (2023) avete raggiunto un altro traguardo importante della vostra carriera: esibirvi al Madison Square Garden. Ci sono altre location “storiche” in cui vi piacerebbe esibirvi almeno una volta nella vita? (Chissà, magari all’Arena di Verona)
M.Shadows: Non posso dire di pensarci troppo al momento. Voglio solo che la band si senta “sana” in termini di creatività. Dove suoniamo non importa così tanto per me.
Come scegliete le canzoni per una setlist? E quale pensi sia il segreto per una setlist perfetta?
M.Shadows: Credo che ci siano MOLTE setlist perfette. Questo significa che a ognuno piacciono cose diverse e preferisce canzoni diverse. Se riesci a trovare un equilibrio tra il rendere la band contenta ed energica e dare ai fan quello che vogliono dallo show, allora hai vinto. Se suoni solo i singoli famosi praticamente ti metti all’angolo da solo. Ma se suoni solo canzoni profonde rischi di annoiare il 70% del pubblico… Deve avere senso a tanti livelli diversi.
Avete mai considerato di esibirvi con un’orchestra in uno scenario da favola come la Royal Albert Hall di Londra o lo Stadio Olimpico di Roma? Potrebbe essere l’occasione perfetta per registrare un nuovo dvd.
M.Shadows: Vorremmo fare qualcosa del genere tra un paio di anni, quando questo disco starà finendo il suo ciclo. Prima che mi facessi male (alla gola, intende*) avevamo pensato di farlo all’Hollywood Bowl per suonare “The Stage” per intero con l’orchestra. Siamo interessati quindi a fare qualcosa del genere con Life is but a Dream.
Se tu avessi la possibilità di tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa della tua discografia o della tua carriera, cosa cambieresti e perché?
M.Shadows: Non rilascerei Diamonds in the Rough. Non credo che sia buono abbastanza e a volte è meglio che le persone non vedano qual è il segreto di una buona ricetta (inteso come il materiale che la band registra ma decide di scartare dai dischi)
Gli A7X hanno fan davvero affezionati… puoi dirci la cosa più strana che un fan ha detto o fatto in tua presenza?
M.Shadows: Ho incontrato diverse persone che mi hanno detto di essere “medium”, che parlavano spesso con Jimmy e che lui voleva parlarmi. Credo che questo sia parecchio unico.
In questi ultimi anni di cambiamenti globali e di sfide, anche a livello personale come spesso hai raccontato tu stesso, hai mai pensato di aver già raggiunto il picco della tua carriera musicale e di volerti quindi dedicare a qualcosa di diverso o di nuovo? E se così è stato, cosa ti piacerebbe fare?
M.Shadows: Credo che quando le persone arrivino a certe epifanie, sia quando ci stanno pensando troppo. Siamo qui con una sola vita… puoi perseguire più cose senza doverne lasciare altre. Fin quando la band si diverte, continueremo a suonare. Ma mi piace anche fare diversi sport, giocare a scacchi, costruire la blockchain, seguire la finanza e molto altro. Puoi fare tante cose in una vita sola. Quando la musica diventerà noiosa per me, la lascerò.
Saresti d’accordo se i tuoi figli decidessero di lavorare nell’industria dell’intrattenimento come te?
M.Shadows: Potranno fare tutto quello che vogliono. Ma sicuramente li metterei in guardia su come funziona il mondo dell’intrattenimento.
Parliamo un po’ di Life is but a Dream, il vostro ultimo disco… Qual è la tua canzone preferita del disco e quale pensi rappresenti meglio l’intero lavoro?
M.Shadows: “Nobody” rappresenta meglio l’intero disco. E’ unica e molto profonda dal punto di vista del testo. Penso che conduca al punto cruciale di quello che stiamo cercando di dire, è il pezzo centrale.
L’intero Life is but a Dream è più un’esperienza, un viaggio, che non un disco. Ogni canzone è speciale ma ce n’è una che diventata la preferita dei fan da subito: Cosmic. Puoi raccontarci come è nata e cosa ti ha ispirato il testo?
M.Shadows: Io e mia moglie abbiamo usato un po’ di funghi (allucinogeni) ed eravamo convinti che avessimo vissuto molte molte vite prima di questa e che in ognuna noi ci trovassimo sempre, come due magneti, ancora e ancora durante le reincarnazioni. Il me sobrio e pragmatico non crede facilmente in queste cose… ma sembrava tutto molto reale e mi ha colpito al punto da voler scrivere la storia d’amore di tutti i tempi. La canzone doveva essere quella di apertura del disco. Doveva essere la traccia 1 ma, mano a mano che nascevano le altre canzoni, quell’idea è sparita. Musicalmente è davvero un viaggio interessante per noi. Ha solo poche parti ma che messe insieme in un certo modo diventano epiche.
Ogni volta che esce un nuovo disco degli A7X, ci dite sempre quali libri vi hanno ispirato (durante la composizione*). Siamo passati da Carl Sagan durante la nascita di The Stage ad Albert Camus per LIBAD. Quali altri libri hai letto di recente? C’è un autore o un libro che ti ha letteralmente “cambiato la vita”?
M.Shadows: Sono più preso dai podcast al momento o dai libri classici. Mi è davvero piaciuto Brian Greene e il libro “Until the end of time” (In italiano: Fino alla fine del tempo. Mente, materia e ricerca di significato in un universo in evoluzione*) mi ha aiutato molto quando ho attraversato una crisi esistenziale. Lo consiglio vivamente.
Adesso la domanda più banale di tutte: quando è uscito The Stage hai detto che era il tuo disco preferito degli A7X, seguito poi da Waking the Fallen. Ricordo che Sounding the Seventh Trumpet era ultimo nella tua lista. La tua classifica personale è cambiata adesso?
M.Shadows: Credo che The Stage e LIBAD siano un gradino più su di tutto il resto della nostra discografia, per i miei gusti. Di solito dopo che un disco è uscito, vado oltre. Ma non sono riuscito ad andare oltre a “The Stage”. Sono molto fiero di quel disco. E’ ancora presto per parlare di LIBAD, ma me lo sto godendo e credo che sia un must per la nostra discografia.
Due anni di Deathbats Club! In questi due anni abbiamo visto un sacco di persone usare i perks dei loro Bats. Non abbiamo potuto partecipare ai vostri eventi ma siamo curiosi di sapere se DBC ha avuto un buon responso anche in Europa e se potremo usare i perks anche qui in futuro (siamo consapevoli che gli stati europei hanno leggi diverse in merito ai concerti e questo può creare problemi)
M.Shadows: Credo che il Season Pass che rilasceremo, aiuterà con i perks in Europa. E’ qualcosa a cui abbiamo pensato molto… aggiungere valore ai posti in cui non siamo vicini. Non posso ancora dire molto, ma siamo vicini a trovare alcune soluzioni.
Avete recentemente annunciato che i perks dei Deathbat sono stati estesi fino al 2025, avete altri piani per Deathbats Club (raffles, giveaway, altri eventi) o vi concentrerete di più sul progetto “Season Pass” (che ricordiamo a tutti, sarà pubblico e accessibile da tutti i fan)
M.Shadows: Abbiamo un piano ma non posso ancora parlarne.
Ultima domanda ma non meno importante… Come immagini gli Avenged Sevenfodl tra 5/10 anni da ora? Dopo 24 anni di onorabile carriera, ci sono obiettivi che vorreste ancora raggiungere?
M.Shadows: Voglio solo sentirmi ispirato e rilasciare bella musica… non perché dovremmo farlo, ma perché VOGLIAMO farlo. Non c’è altro obiettivo se non quello di esistere e spingerci sempre oltre i limiti.
Grazie a Matt per essersi messo a nostra disposizione e averci dedicato un po’ del suo tempo 🙂